Un groviglio di strette viuzze lastricate di pietra bianca sembrano risalire da un profondo crepaccio.
Le piccole case bianche dipinte a calce, con i tetti di coppi di terracotta, costruite lungo queste strade antiche, danno l’impressione di essere in un luogo senza tempo in cui le ore sono scandite dai rintocchi delle campane della Chiesa di San Lorenzo che sovrasta tutte piccole abitazioni e dalla torre della meridiana tra via Chiesa e via Orologio.
Più in alto il Palazzo Marchesale e quel che resta delle antiche mura insieme allo storico quartiere Mesola.
A pochi passi, ancora completamente integra, c’è l’ aromataria o spezieria del paese, sita a 100 metri da quello che una volta era l’Ospedale e la Chiesa rupestre di San Giuliano, protettore di infermi e viandanti.
Sul piano sottostante, scendendo da una delle scalinate che collega questo intrico di case, che il tetto di alcune è il pavimento delle case poste al piano superiore, la chiesa del Purgatorio con la facciata barocca, rococò e neoclassicheggiante allo stesso tempo.
Dall’ altro lato, sul ciglio opposto della Gravina, via Conche, con quel che resta di giardini e orti pensili e cantine.